#LeDiesis e le donne aquilane

 

 

 

#Lediesis a L’Aquila

 

L’altra notte non riuscivo a dormire, vuoi perché era l’anniversario del terremoto, vuoi perché questo momento è particolarmente drammatico e vuoi perché non sapevo cosa scrivere…Insomma ero in crisi e ho preso sonno molto tardi, ma poi, la mattina appena mi sono svegliata, ho aperto Instagram e ho scoperto che le #LeDiesis avevano realizzato una loro opera in una delle nicchie della scalinata di San Bernardino. #Le Diesis a L’Aquila? Le mie street artiste preferite nella mia città? Ho deciso di scrivergli per ringraziarle e mi hanno immediatamente risposto. La superwoman che ci hanno dedicato è Frida Kalho perché come mi hanno detto “rappresenta il simbolo della resilienza, di chi si spezza ma ha la forza di ricominciare, proprio come la vostra bellissima città”. Gli ho poi chiesto se erano venute qui da noi per l’anniversario del terremoto e mi hanno risposto che: “siamo venute di pomeriggio, ormai un mese fa, ma non l’avete ancora scoperto ”.

 

Frida Kalho in una delle nicchie della scalinata di San Bernardino, L’Aquila

Chi sono queste donne? Di loro si sa molto poco: solamente che sono due e che alcuni sostengono siano fiorentine perché le loro prime opere sono apparse in questa città. Lavorano di notte, lontano da occhi indiscreti e vogliono restare anonime perché in un mondo in cui grazie ai social tutti conoscono tutto di tutti, per loro l’invisibilità è un super potere. I loro soggetti sono donne vere o inventate ma tutte con una forza interiore non comune, per questo hanno sempre la S di Superman e ci fanno l’occhiolino come a dirci che tutte quante noi abbiamo dei superpoteri.  Le loro opere si trovano disseminate tra Roma e Firenze ma non solo come tra poco vi dirò. A Roma possiamo incontrare Sora Lella, Anna Magnani, Lara Croft che al posto delle pistole ha in mano un mattarello, Frida Kalho, Eva Kant la biondissima fidanzata di Diabolik, Barbie, pensata sempre come la donna perfetta, che qui invece è rappresentata come una massaia che va a fare la spesa.  A Firenze le super eroine sono l’astrofisica Margherita Hack che qui ebbe i natali e la neurologa Rita Levi Montalcini.

Le loro opere si trovano sempre sui muri bassi o su finestre chiuse o nicchie come quelle della scalinata di San Bernardino qui da noi. La tecnica che loro usano è quella del paste up che coniuga la progettazione e realizzazione in studio con l’attacchinaggio notte tempo lontano dagli sguardi indiscreti dei cittadini.

Quest’anno per 8 marzo, festa della donna, hanno dato vita ad un’iniziativa che si chiamaSuperWomen #Super8X8Città. Hanno deciso di rendere omaggio a tutte le donne del mondo con otto figure femminili fondamentali per l’arte, la poesia, il cinema e la musica in otto città italiane: Milano con Alda Merini, Venezia con Peggy Guggenheim, Bologna con Marlene Dietrich, Firenze con Marina Abramovic, Roma con Lina Wermuller,  Bari con Maria Callas e qui da noi con Frida Khalo perché lei dopo ogni brutto scherzo del destino, risorgeva più forte di prima, come noi donne aquilane che siamo state spezzate dalle avversità della vita ma siamo state in grado di rialzarci. Quindi amiche quando la prossima volta scenderete le scalinate di San Bernardino e vi troverete davanti la superwoman Frida che vi guarda e vi strizza l’occhio sappiate che è l’omaggio alla nostra forza d’animo da parte di queste due misteriose ragazze.

Anche L’Aquila come Roma, Venezia, Firenze, Milano, Bologna e Bari ha la sua supereroina e a voi ragazzi che andate a sedervi lungo questa meravigliosa scalinata chiedo di avere rispetto per quest’opera, perché la street art ha lo stesso valore di quella che è conservata nei musei. Non è una forma d’arte di serie B, anche se decisamente più fruibile.

Le nostre misteriose artiste non potevano scegliere location migliore per la loro opera perché la Basilica di San Bernardino con il suo Santo, con la sua cupola e con la pala d’altare di Andrea della Robbia è un omaggio a Firenze e alla Toscana in generale, terra da dove forse provengono queste due ragazze che io ho invitato a venire di nuovo da noi appena potrò rincominciare ad illustrare le bellezze de L’Aquila ai turisti, ma anche agli stessi aquilani. Per me #iorestoacasa sta coincidendo con la riscoperta delle meraviglie della mia città ingiustamente considerata troppo provinciale.

Vi lascio con gli auguri di buona Pasqua e con un appuntamento alla prossima settimana.

 

 

 

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