La strana storia dell’obelisco di Trinità dei Monti

Eccoci qui di nuovo a parlar di obelischi.

Oggi io e Gerry siamo andati alla scoperta del più fotografato di tutti. Secondo voi qual è?

Ovvio, è quello sallustiano, che oggi si trova davanti alla facciata della chiesa di Trinità dei Monti!

Non si sa quando arrivò qui a Roma, è in granito rosa e senza la base è alto 13, 91 metri mentre con essa misura 30, 45 metri, sulla sua sommità c’è una decorazione in bronzo formata da un giglio francese sormontato da una stella, raccordati da una minuscola pigna

I geroglifici furono scolpiti qui e sono una copia, anche mal riuscita, di quelli dell’obelisco di piazza del Popolo. Dove si trovava prima di arrivare a Trinità dei Monti?

Un tempo là dove oggi sorge il rione sallustiano, c’erano gli horti dello storico Sallustio, i più belli di tutta Roma, dove dimorarono diversi imperatori, dove Nerone amava rifugiarsi dopo le sue notti brave a Ponte Molle (Milvio). I giardini erano ricchi di statue, ninfei e templi e c’erano ben due circhi. Tra gli elementi decorativi spiccava anche il nostro obelisco che fu eretto dove oggi sorge la Chiesa Luterana in via Sicilia cosa che sappiamo con sicurezza perché nel 1912, durante la costruzione dell’edificio di culto, fu ritrovato il suo podio, oggi è conservato nel giardinetto di piazza del Campidoglio. L’obelisco giaceva a terra rotto in due quando papa Peretti, Sisto V, di cui un giorno vi racconterò la storia, decise di collocarlo davanti alla basilica di Santa Maria degli Angeli ma poiché era impegnato a sistemarne altri, lo dimenticò a terra dove rimase abbandonato fino al 1733 quando la principessa Ippolita Ludovisi, lo donò a papa Clemente XII che voleva innalzarlo davanti alla basilica di S. Giovanni in Laterano. Si procedette quindi al trasporto ma il suo progetto non fu mai realizzato. Fu, poi, papa Pio VI che lo fece traslare lì dove oggi lo vediamo, su suggerimento del suo architetto, l’Antinori il quale gli fece notare che, così posizionato,  dava modo al pellegrino che era nei pressi del quadrivio sistino delle quattro fontane di vedere, da un sol punto, tre obelischi, quello dell’Esquilino, del Quirinale e di Trinità dei Monti, mentre la quarta strada gli offriva come fondale la michelagiolesca  porta Pia.

Così scriveva l’agente lucchese Lorenzo Prospero Bottini il 21 ottobre 1786: “Si sta architettando di erigere innanzi alla chiesa della Trinità dei Monti la guglia di granito ornata da vari geroglifici che ora sta vicino alla Scala Santa. Vuolsi però situare in guisa che faccia prospetto alla gran scalinata e strada Condotti e insieme all’altra che conduce alle Quattro Fontane perché quivi in un sol punto si presenti l’oggetto di tre guglie. Non solo l’idea è stata messa in carta dall’architetto signor Antinori, ma approvata eziandio dal Santo Padre dopo che in questi giorni coll’ispezione oculare dei rispettivi siti ha potuto riconoscere il buon effetto della medesima”.

Pensate che quando giaceva a terra, davanti alla basilica di San Giovanni, furono avviate trattative con i francesi che volevano collocarlo davanti alla basilica di Notre Dame…

Oggi possiamo dire che per fortuna le trattative non andarono in porto.

Dopo aver contemplato questa meraviglia, ci è venuta voglia di un buon cocktail, magari su una terrazza da cui si può godere una vista mozzafiato sui tetti e sui monumenti più belli del mondo. Per poterli ammirare bisogna attendere il tramonto che regala a Roma una luce particolare e così da via Sistina ci incamminiamo verso la terrazza del Sina Bernini Bristol Hotel dove ci accoglie un’atmosfera unica. Guardiamo dall’alto l’obelisco di Trinità dei Monti che con la sua guglia ci saluta.

Al prossimo obelisco!

 

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